Vangelo della XXV Domenica del tempo ordinario (C)

«Rendi conto della tua amministrazione!» (Lc 16,2).

Tutto quanto abbiamo ci è dato in amministrazione. Possiamo certamente dire: «questo è mio!». Ma non possiamo aggiungere: «dunque ne faccio ciò che voglio!». «Mio» significa: «affidato a me!». Questo vuol dire, innanzitutto, custodire quanto ci è dato. Ma, subito dopo, significa saperlo trasformare in legami umani. Un bravo amministratore sa trasformare i barili d’olio e le misure di grano in strumenti per creare amicizia, benevolenza, solidarietà. Il tempo che ci è dato, la salute e le risorse del corpo, le nostre case, gli strumenti tecnologici che possediamo sono amministrati con saggezza se, mentre li utilizziamo, fanno crescere amicizia, compassione, solidarietà tra gli umani. Il Vangelo richiama l’umanità a rendere conto della propria amministrazione del mondo. Stiamo tessendo umanità? (commento di Giuseppe Pellegrino).