Andrea Pozzo, Madonna con Gesù Bambino. San Giovanni Battista e San Michele Arcangelo (1685) | CUNEO, Cattedrale

Sull’altar maggiore di Santa Maria del Bosco campeggia una tela di straordinaria qualità: fu dipinta da Andrea Pozzo, uno dei grandi maestri del Seicento.
Realizzata per onorare un voto, l’opera venne realizzata dall’artista a Roma, dove era impegnato a lavorare per i vertici dell’Ordine dei Gesuiti, e giunse a Cuneo tra grandi onori.

L’odierna cattedrale di Santa Maria del Bosco è un luogo di fede e devozione tradizionalmente legato alla fondazione della città, un luogo ricco di storia ma proprio per questo più volte trasformato. Verso la fine del Cinquecento la chiesa si articolava su una pianta a tre navate, all’interno delle quali trovavano posto 14 altari di patronato di famiglie o compagnie religiose. Il secolo successivo fu epoca di grandi trasformazioni anche in seguito all’istituzione della Collegiata dei Canonici, avvenuta tra 1643 e 1654. Proprio a questo secolo risalgono la commissione e l’arrivo in città della tela dell’altar maggiore.
Già intorno al 1630 il Comune di Cuneo aveva deciso di dedicare a San Michele una cappella come ex voto per la cessazione della pestilenza che andava allora devastando le nostre vallate come tutta l’Europa. Ci volle un po’ di tempo per la scelta dell’artista che non fu cosa immediata: vennero prima interpellati Bartolomeo Peretti e Giovanni Antonio Piccone, le cui proposte non convinsero i consiglieri comunali. La scelta cadde allora sul pittore tridentino Andrea Pozzo, contattato attraverso il rettore del collegio dei Gesuiti di Cuneo, Padre Giovanni Michele Tarino. La grande tela fu terminata a Roma nel maggio del 1685; nei depositi della chiesa di Sant’Ignazio si conserva ancora il bozzetto preparatorio, esposto nel 2003 alla mostra Cantieri e documenti del barocco. Cuneo e le sue valli. Rispetto all’opera finita, Pozzo dipinge in primo piano il diavolo riverso, che leva le braccia in maniera drammatica, su cui San Michele appoggia un piede in segno di vittoria; a fianco un angioletto lo guarda, morbidamente sdraiato sull’agnello ai piedi del Battista. Nell’opera finita, il tono è meno concitato e il primo piano è addolcito dalla presenza dei due angeli intenti a chiacchierare e sfogliare un libro di spartiti musicali. La grande tela giunse in città con grandi onori nel settembre dello stesso anno, in concomitanza con la festa patronale, e fu esposta per diversi giorni alla vista dei fedeli.
Per comprendere pienamente l’importanza dell’opera – non solo dal punto di vista artistico – è necessario allargare un po’ lo sguardo. Proprio nel 1685 Andrea Pozzo aveva intrapreso quella che è forse la sua impresa più prestigiosa: la decorazione della volta nella chiesa di Sant’Ignazio a Roma. La commissione per la tela cuneese non solo giunge al pittore mentre è impegnato nella sua opera più impegnativa, ma è anche malvista dal Padre Generale dell’Ordine, Carlo de Noyelle il quale desiderava che l’artista si concentrasse sul lavoro romano. Eppure, Pozzo “disubbidisce” e accetta di impegnarsi nella realizzazione della tela cuneese, forse per il rapporto di fiducia e amicizia già instaurato con la città pochi anni prima, quando aveva dipinto due tele per la chiesa dell’Ordine, oggi parrocchiale di Santa Maria della Pieve.
[Le immagini della tela della cattedrale e del bozzetto sono tratte da Andrea Pozzo (1642-1709), pittore e prospettico in Italia settentrionale, catalogo della mostra a cura di Eugenia Bianchi, Domizio Cattoi, Giuseppe Dardanello e Francesco Frangi, Temi Editrice-Museo Diocesano, Trento 2009 e da Cantieri e documenti del barocco. Cuneo e le sue valli, catalogo della mostra a cura di Giovanni Romano, Gelsomina Spione, L'Artistica Editrice Savigliano 2003.]