Vangelo della XXX Domenica del tempo ordinario (C)

«… avevano l’intima presunzione di essere giusti … » (Lc 18,9).

 

Ai loro occhi i corrotti erano gli altri: i politici, i capi, gli operatori internazionali, i ricchi, i leaders religiosi … «Non certamente da noi vengono i mali della società, ma da altri». Così pensa, insieme ai farisei di un tempo, tanta brava gente. Riconoscere il proprio peccato è sempre difficile. Può essere relativamente facile dirsi peccatori in generale: «siamo tutti peccatori!». E’ difficile riconoscerlo in concreto: «io … sono peccatore!». Proclamare in piazza le colpe di tutta l’umanità non è difficile quanto sussurrare il nome dei propri peccati nel segreto di un confessionale. Per affrontare il peccato bisogna passare dalla voce tonante a quella flebile, dal plurale al singolare (dire: «io»), dal generale al concreto (dire: «questo è il mio peccato»). (commento di Giuseppe Pellegrino).