IV Domenica di Quaresima (A)

« … sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano … » (Gv 9,39).

Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere! Anche Gesù lo ha sperimentato: non è stato difficile per lui dare la vista al cieco nato, mentre ha avuto enormi difficoltà ad aprire gli occhi dei Giudei, che non volevano riconoscere quanto avvenuto. Quell’uomo cieco era un mendicante, disprezzato, guardato dall’alto al basso come spregevole peccatore: «sei nato tutto nei peccati, e vuoi insegnare a noi?». I Giudei non vogliono vederlo, perché non sono disposti ad amarlo! Non hanno alcun interesse per lui, per la sua persona, per la sua guarigione. Siamo ciechi di fronte a quanto non ci interessa, a quanto disprezziamo, a quanto non siamo disposti a scoprire e guardare con misericordia. La cecità si cura con la conversione del cuore da cui proviene lo sguardo (commento di Giuseppe Pellegrino).