II Domenica di Pasqua (A)

«Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: Pace a voi!» (Gv 20,26)

Il Risorto si infiltra in modo invisibile. I muri che dividono le persone, ciascuno in casa propria, sono diventati porosi e le barriere sociali che sembravano insuperabili perdono la loro consistenza. Questa porosità fa parte della condizione umana che non potrà mai erigere distinzioni definitive tra le persone. Non ci sono barriere che possano resistere per sempre. Questo vale di fronte ai virus infettivi, che travalicano le distinzioni sociali, economiche, politiche e accomunano le creature nella loro vulnerabilità. Vale anche per l’annuncio di pace che viene dal Risorto. Esso abolisce le distinzioni tra credenti fervorosi e dubitanti, tra i discepoli gioiosi e Tommaso, quello triste. A distanza di otto giorni accomuna nuovamente coloro che erano stati separati. Non sono le epidemie a rafforzare la fraternità umana, ma l’apertura del cuore alla promessa di pace che viene dall’alto (commento di Giuseppe Pellegrino).