XVII Domenica del tempo ordinario (A)

« … ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche» (Mt 13,52).

Far tesoro è compito quotidiano degli esseri umani. La cassaforte di Paperon de’ Paperoni non è tesoro più di quanto lo sia una pianta rara scoperta da un botanico o una parola ascoltata e custodita. Dove ci sono occhi che luccicano lì c’è un tesoro. Certamente questa è anche la nostra fragilità, che ci espone a seduttori e ad abbagli. Scambiamo tante volte lucciole per lanterne. Ma il Vangelo non si preoccupa subito di fornire una distinta tra tesori veri e tesori falsi. Non fa moralismi contro chi spende tutto per una perla preziosa. Questa preoccupazione diventa secondaria rispetto al valore fondamentale che ha la capacità umana di far tesoro, di rendere preziose le cose, di non lasciarle diventare insignificanti (commento di Giuseppe Pellegrino).