XX Domenica del tempo ordinario (A)

«Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini … » (Mt 15,26).

Gesù non disprezza né i cagnolini, né gli stranieri. Vuole però ricordare al suo popolo che ogni boccone di pane è una consegna paterna. Il pane dei figli è quello che si mangia nelle case mentre si dialoga e mentre si riceve in consegna di giorno in giorno l’eredità spirituale dei propri genitori. Gesù è venuto per rinnovare la famigliarità con il Padre, per gustare in questa cornice di dialogo e di responsabilità tutto quanto la vita offre. Il pane mangiato senza questa fede è sprecato: nutre gli stomaci, ma non alimenta il legame tra Padre e figli. Gesù accoglie l’insegnamento della donna straniera: attorno alla mensa non ci sono solamente i figli, ma anche i cagnolini. E’ la fame che li spinge, ma anche l’istinto della famigliarità con il padrone. Può essere il modo per affacciarsi nella casa paterna e per intraprendere la via che porterà a diventare figli e a conoscere in modo nuovo il Padre e le sue consegne! Ma nessuno dovrà fermarsi sotto la tavola a fare il cagnolino. Dovrà alzarsi e diventare commensale del Padre e dei fratelli, per condividere le preoccupazioni e i progetti paterni … per l’intera famiglia umana (commento di Giuseppe Pellegrino).