XXIX Domenica del tempo ordinario (A)

« … a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio» (Mt 22,12).

Sottomissione e libertà non sono in alternativa. Sono poli dell’esistenza personale e sociale. La sottomissione è il passo da compiere quando l’orgoglio si trasforma in tentazione, cioè quando maliziosamente suggerisce: «Tu non hai soggezione di alcuno …». L’orgoglio personale e di gruppo sono forze capaci di dare dignità alle azioni umane. Il Vangelo non li condanna, semplicemente li modera. Dobbiamo riconoscere che non possiamo governarci da soli, ma abbiamo bisogno anche di Cesare, del governo, delle leggi, dell’autorità altrui. Tuttavia, la sottomissione non è mai il punto di arrivo. Ogni attività umana richiede anche un investimento di creatività e libertà personale. Rendere a Dio quello che è di Dio significa non limitarsi a fare ciò che è comandato, ma continuare la ricerca di azioni in cui ci sia anche la nostra libertà e creatività (commento di Giuseppe Pellegrino).