Corresponsabili nella formazione dei futuri sacerdoti

Domenica 31 gennaio, celebrando la Giornata del Seminario, abbiamo condiviso il cammino dei 5 seminaristi che vivono nel Seminario interdiocesano di Fossano

Don Andrea Adamo, Direttore del Servizio per la pastorale delle vocazioni di Cuneo, insieme a don Andrea Ciartano di Fossano, entrambi referenti diocesani per Cuneo e Fossano nel Seminario interdiocesano, ci invitano alla preghiera e alla corresponsabilità nella formazione dei futuri sacerdoti. Lo fanno con le parole della lettera indirizzata alle cinque diocesi della provincia di Cuneo dalla Comunità del Seminario interdiocesano di Fossano, guidato dal Rettore don Edoardo Olivero, di Alba.

Innanzitutto, non si tratta di volgere la nostra attenzione ad un luogo, il Seminario, lontano e distaccato dalle nostre vite, bensì alle persone che, vivendo un particolare momento della loro vita, si stanno impegnando per corrispondere al Signore, che li sta chiamando a seguirlo nella via del ministero ordinato, mettendosi a servizio del Suo corpo che è la Chiesa. Non si diventa preti, infatti, per la propria autorealizzazione personale, ma per servire la Chiesa in ciò di cui essa ha bisogno. È questa la sfida interessante e sproporzionata che intraprende chi vive questo servizio.

In secondo luogo, essendo i seminaristi di oggi i preti di domani e quindi i parroci delle comunità dove ciascuno di noi vive, la questione ci coinvolge ancora più direttamente. La comunità cristiana ha vitalmente bisogno della Parola, dei Sacramenti e del ministero. Infatti, non può esserci una comunità cristiana senza la Parola, i Sacramenti e un Presbitero che la presiede. Posto come punto fermo la necessità dei preti, quale impegno siamo disposti ad assumerci come comunità – visto il diminuire della loro presenza numerica sul territorio – non solo per sgravarli da incombenze non strettamente legate al loro ministero, ma per permettere che i molteplici carismi (di cui la comunità nelle sue membra è dotata) possano esprimersi? Che cosa invece chiediamo loro, in quanto propriamente legato al loro servizio, insostituibile, di Presbiteri?

In terzo luogo, tutti siamo e dobbiamo sentirci responsabili dei seminaristi e dei preti di oggi e di domani. Se i preti sono pochi e diminuiranno ancora, con un sovraccarico di incombenze e lavoro ingestibile, quali sono i segni dei tempi (Gaudium et spes 4) attraverso i quali il Signore ci sta chiedendo di ascoltarlo e quindi di convertirci? Non sarà che dalla risposta non solo teorica, ma soprattutto pratica alle due domande poste sopra possiamo aiutarci, preti e comunità, ciascuno nei propri ambiti non separabili ma interconnessi (ordinati l’uno all’altro: Lumen gentium 10), per essere oggi nel mondo la Chiesa del Signore?

Così facendo, forse, il Padrone della messe continuerà a mandare operai per la sua messe.

Nel Seminario interdiocesano di Fossano ci sono 5 seminaristi: Cristiano di Mondovì che frequenta la 5° teologia; Alberto di Fossano, originario dello Spirito Santo che presta servizio pastorale nelle parrocchie di Caraglio, frequenta la 4° teologia; Emanuele di Alba frequenta la 3° teologia; Nicolò di Mondovì frequenta la 2° teologia e Alessandro di Cuneo, originario di Borgo San Dalmazzo, dove presta servizio pastorale, che frequenta la 1° teologia.