Solennità di Tutti i Santi (B)

«Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati» (Mt 5,3)

Ci sono modi diversi di piangere. C’è il pianto capriccioso, dei bambini e degli adulti, che vuole ottenere ad ogni costo ciò che ha in mente. C’è il pianto ribelle di chi non accetta le situazioni oppure non vuole impegnarsi a dialogare con altri. C’è il pianto di chi si fa vittima per attirare attenzioni o, peggio ancora, per versare su altri le colpe. In tutti questi casi si tratta di pianto egoista, che chiude sempre più il cerchio su di sé. Non dà beatitudine, ma solo rivincite personali. Il pianto proclamato beato dal Vangelo è quello che rende umile, fa riconoscere la propria impotenza, apre all’attesa di una salvezza che verrà, ma non subito. Questo pianto è beato perché genera solidarietà con un’intera umanità sofferente. Piange insieme agli altri, per attendere la consolazione in comunione con un popolo intero di poveri, sofferenti, vittime, assetati di giustizia e cercatori di Dio (a cura di don Giuseppe Pellegrino).