Archivio di Enti diocesani e Parrocchie

L’Archivio Diocesano svolge anche il compito di collegamento e sostegno della funzionalità degli archivi degli enti ecclesiastici su cui ha competenza l’Ordinario della Diocesi.

Le parrocchie.
Si tratta prima di tutto delle parrocchie, intese come cellule del corpo della Chiesa locale. Di esse verranno fornite gradualmente i dati essenziali della consistenza dei loro archivi per le sezioni storiche, anagrafiche ed amministrative, con le opportune indicazioni sulla natura del loro compito e dell’eventuale loro consultazione.

Cappelle e Benefici
All’interno delle stesse chiese vi furono per secoli enti giuridici, detti cappellanie e benefici, con sede presso singoli altari, gestiti da famiglie o sodalizi religiosi, che spesso disponevano anche in quel sito del diritto di sepoltura e celebrazione di messe. Fino al divieto napoleonico di seppellire nelle chiese attuato in Piemonte a partire del 1804 e poi con la soppressione graduale di ogni diritto di privati nella gestione di singole parte delle chiese, gli edifici sacri erano quasi dei condomini non sempre di facile gestione.
Altro tipo di cappellanie sono state le cappelle costruite da gruppi di fedeli in singole borgate o rioni di paesi, a servizio delle devozione e talvolta cresciute fino a diventare succursali delle chiese parrocchiali per alcune celebrazioni liturgiche.
Gli archivi delle cappellanie e dei benefici sono in parte superstiti negli archivi parrocchiali dove aveva sede l’ente; ma si deve tener conto che aspetti più caratteristici della gestione di esse erano presso le famiglie che ne avevano il patronato e quindi vanno ricercati anche dati presso tali archivi, se ancora esistenti.

Confraternite
Le confraternite sono tra le più antiche organizzazione di solidarietà, collegata alla religione, e provengono da esperienze già attive nel mondo pagano, dove la pietà religiosa era già collegata con qualche forma di pietà umana. Nel territorio cuneese si svilupparono dopo il Mille delle confraternite legate ai pellegrinaggi in Terra Santa, a San Giacomo di Compostela e a Roma, promosse soprattutto da pellegrini, che dedicavano la loro vita al servizio di chi intraprendeva questa forma di penitenza. Dalla fine del Duecento ebbero larga diffusione le confraternite legate al francescanesimo, che diedero impulso a svariate forme di solidarietà verso i poveri, favorendo l’istituzione di molte strutture di assistenza, alcune delle quali sono all’origine di attuali ospedali, orfanotrofi, case di riposo. Infine dal Quattrocento le confraternite accentuarono l’aspetto devozionale, fino a diventare nel secolo seguente delle Compagnie religiose, con finalità quasi solo più di svariate manifestazioni religiose popolari. Gli archivi delle confraternite sono per lo più ora parte di quelli delle parrocchie in cui le confraternite sono inserite. Per le confraternite più importanti del passato gli archivi sono anche reperibili presso gli Archivi di Stato, specialmente per quelle che avevano attività sociale ed assistenziali, secolarizzate nel periodo napoleonico.

Santuari
Svariate sono le circostanze che stanno all’origine di un santuario, cioè una chiesa non legata al servizio pastorale di un territorio, come una chiesa parrocchiale o di borgata, né ad un sodalizio religioso sotto una regola di devozione e solidarietà, ma con la forza di attrattiva di qualche avvenimento prodigioso o di qualche immagine ritenuta  taumaturgico. Negli ultimi due secoli, nella diocesi cuneese sono stati costruite santuari, fortemente voluti da zelanti preti per diffondere particolari devozioni. Alcuni di queste chiese ebbero sviluppo, diventando sedi parrocchiali.  Dalla fine dell’Ottocento alcuni di questi santuari vennero indicati dall’Ordinario Diocesano come santuari diocesani: Sant’Anna di Vinadio, San Magno a Castelmagno, Madonna della Riva e poi nel Novecento anche Regina della Pace a Fontanelle. Gli archivi dei santuario sono per lo più presso gli stesi santuari o nelle parrocchie di competenza.

Capitolo dei Canonici
Fin dalla tarda antichità dei vescovi cercarono di formare presso la chiesa cattedrale un gruppo di preti disponibili al servizio liturgico e pastorale, con impegni regolare di preghiera comune e talvolta anche di sostegno alla formazione di nuovi preti, con scuole che a fine Cinquecento si devolvettero nelle forme più stabili dei seminari. Con i secoli questo gruppo di preti collaboratori immediati del vescovo assunsero un ruolo meglio definito anche dalla legislazione ecclesiastica, formando il Capitolo dei Canonici, con ruolo anche di consiglio del vescovo. Altre forme simili di servizio a chiese di maggior importanza furono le collegiate di canonici, simili ai capitoli delle cattedrali per forme di condivisione di servizio ad una chiesa, ma senza ruoli diocesani. Alcune chiese servite da collegiate di canonici, divennero sede di chiesa cattedrale nel momento in cui venne istituito un vescovado nella città, in cui era attiva una collegiata, o vennero elevate a rango simbolico di con-cattedrale. Il numero dei canonici presso una chiesa era per lo più collegato alla disponibilità di benefici, in grado di consentire il sostentamento di un prete, che accedeva al canonicato o per diritti di fondazione del beneficio canonicale, o per investitura del Vescovo,sui benefici di cui egli poteva disporre l’assegnazione. A Cuneo la chiesa di Santa Maria del Bosco, fin dal 1643, fu promossa a collegiata su iniziativa di alcune famiglie che costituirono i primi benefici; nel 1703 ebbe il riconoscimento pontificio. Soppressa dal governo napoleonico la collegiata si rinnovò come Capitolo dei Canonici della nuova diocesi nel 1817.
Il capito dei canonici di Cuneo dispone di un piccolo archivio,  conservato presso la cattedrale, ricco soprattutto di documenti relativi all’amministrazione economica dei singoli benefici.

Seminario
Il concilio di Trento nell’intento di promuovere una riforma di vita del clero aveva inculcato l’istituzione in ogni diocesi di un seminario per la formazione cultuale, spirituale e pastorale del clero. A Cuneo vi fu un seminario già dal 1758, fondato con il contributo di privati ed approvato dal vescovo di Mondovì, nella cui diocesi era posta la città. Esso venne soppresso nel 1802. Con fatica venne ripreso negli anni appena successivi alla nuova diocesi nel 1817. Ebbe una grandiosa sede con la costruzione dell’attuale palazzo del Seminario, inaugurato nel 1845, completato nel 1888 ed infine ancora adeguato a nuove esigenze nel 1980 ed in funzione degli uffici pastorali ivi collocati dopo il 2002, in seguito all’avvio del Seminario interdiocesano a Fossano.
L’archivio del Seminario è costituito da una ridotta sezione di carattere istituzionale e da due sezioni più consistenti per la vita scolastica e per l’amministrazione.