Pellegrinaggi

Il Senso del Pellegrinaggio
“Recarci in spirito di preghiera da un luogo all’altro, da una città all’altra, nello spazio particolarmente segnato dall’intervento di Dio, ci aiuta non soltanto a vivere la nostra vita come un cammino, ma ci dà plasticamente l’idea di un Dio che ci ha anticipati e ci precede, che si è messo egli stesso in cammino sulle strade dell’uomo, un Dio che non ci guarda dall’alto, ma si è fatto nostro compagno di viaggio” (Giovanni Paolo II in preparazione al suo pellegrinaggio in Terra Santa del 2000)

Pellegrinaggio: nel termine stesso, di quella che è un’esperienza religiosa universale, troviamo il suo profondo significato: l’aggettivo “peregrinus”, infatti, deriva da “peragere” che significa percorrere, andare lontano; mentre l’avverbio “peregre” (composto da “per” e “agros”) significa fuori città, in campagna. Il cristiano perciò è, per sua natura, un “homo viator”: un viaggiatore, un pellegrino e straniero.

Il pellegrinaggio è dunque un viaggio alle origini, un viaggio alla scoperta delle proprie radici; il pellegrinaggio indica “un andare finalizzato”: un tempo della propria vita che il cristiano dedica a crescere nella propria fede in un contatto più profondo con Dio; il pellegrinaggio è dunque un cammino di fede, un camminare verso Dio.

Con il passare dei secoli accanto al pellegrinaggio in cui il pellegrino lascia tutto portando con sé solo l’essenziale, si è sviluppato anche il pellegrinaggio spirituale: ogni cristiano nella vita di ogni giorno è chiamato ad una scelta radicale di Dio, è chiamato a scoprire Gesù come il “Tutto” della sua vita.

Questi viaggi, proposti dall’Ufficio Pellegrinaggi, vogliono essere un aiuto a vivere la nostra esistenza come un cammino verso casa, verso un Padre che ci ama e ci attende, lasciando tante cose che crediamo importanti (e non lo sono) per riscoprire ciò che è veramente essenziale.