IV Domenica del tempo ordinario (C)

«Medico, cura te stesso …» (Lc 4,23)

Con i miracoli della medicina? Come può un medico curare se stesso? Ammalati loro stessi, come possono i medici curare l’umanità sofferente? Come può la medicina contemporanea alimentare speranza, se i medici stessi sono malati? Esposti più di altri al contagio, molti di loro si sono ammalati nel corpo. Altri nell’anima, provati dal senso di impotenza e impreparazione ad una situazione travolgente. Talvolta contro di loro si aggiunge l’accusa della folla, che al tempo di Gesù era intenzionata a precipitarlo dal precipizio, proprio perché i miracoli non voleva farli! Molti operatori della sanità e dei servizi sociali sono ammalati, sofferenti, provati. Come potranno curarci? Recuperando potenza? Oppure, sull’esempio di Cristo, ripartendo dall’umile coscienza del limite, associato ad una lucida fiducia nell’umanità dei gesti che ciascuno può compiere a salvezza dei sofferenti? (commento di Giuseppe Pellegrino).