Abitudine, perdono e distanza: tre parole cardine della vita di coppia

Don Luigi Epicoco le ha sviluppate nell'incontro organizzato dagli Uffici per la famiglia delle cinque diocesi del cuneese

Un incontro eccezionale per smettere di vivere alla ricerca dell’eccezione. Così si potrebbe sintetizzare il dialogo online avvenuto la sera di giovedì 3 marzo tra don Luigi Epicoco, i responsabili degli Uffici per la famiglia delle cinque diocesi del cuneese e gli oltre 600 utenti collegati via social, grazie alla collaborazione del Forum delle Associazioni Familiari della provincia.

“Incontro eccezionale: don Luigi, uomo di fede adulta, volto noto in televisione, grande comunicatore e scrittore, è un nome che richiama l’attenzione di molti”, dice Paolo Tassinari, direttore in solidum dell’Ufficio per la famiglia delle diocesi di Cuneo e di Fossano. “Per smettere di vivere alla ricerca dell’eccezione, intesa come ricerca di perenne straordinarietà, fuoco d’artificio di ogni gesto quotidiano, emozione che deve scaldare il cuore, sensazioni mancando le quali ogni relazione non meriterebbe di essere vissuta”.

Il titolo proposto per la serata “Frigorifero, divano e lavatrice. La creatività dell’amore nelle briciole del quotidiano” mirava proprio a mettere in evidenza, come ha ricordato Epicoco, che Gesù stesso nel Vangelo compie gesti eccezionali non tanto perché il beneficiario ne resti stordito, ammaliato o esautorato dalla fatica di dare una forma alla vita, ma perché riconosca nella sua vicenda, qualunque essa sia, la presenza di un Padre buono che accompagna e sostiene soprattutto quando miracoli non ne fa.

Don Luigi ha focalizzato tre parole cardine della normale vita di una coppia e di una famiglia. L’abitudine che non può scadere nella noia, ma chiede di essere vivacizzata con le piccole attenzioni reciproche. Il perdono: è interessante riconoscere come della persona che ho a fianco non sopporto alcuni difetti, che qualche volta sono anche miei. Perdonare l’altro significa anche accogliere sé stessi. La distanza intesa come rinuncia al possesso dell’altro e spazio di libertà per entrambi.

Molte le domande arrivate tramite chat alle quali don Luigi si è dedicato con attenzione per quasi metà della serata.