Archivi della categoria: vangelo domenicale

IV Domenica di Pasqua (C)

«Le mie pecore ascoltano la mia voce …» (Gv 10,27) Una voce particolare. Assomiglia più al belato degli agnelli che alla voce forte del pastore. È la voce dell’ultimo arrivato nel gregge, del piccolo che si accoda, di colui che è in pericolo di venir sacrificato. Ecco la sorpresa di Pasqua descritta dal libro dell’Apocalisse: «L’Agnello sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti … Continua a leggere IV Domenica di Pasqua (C) »

II Domenica di Pasqua (C)

«Gli dicevano gli altri discepoli: Abbiamo visto il Signore!» (Gv 20,24) La potenza ricevuta dal Risorto non rende efficaci le parole dei dieci apostoli. Benché concordi e pieni di Spirito Santo, non riescono a convertire Tommaso, uno di loro! Il Risorto non conferisce la potenza di convertire il mondo, di aprire la mente agli increduli. Conferisce la potenza di perdonare i peccati, di riconciliare e … Continua a leggere II Domenica di Pasqua (C) »

Settimana Santa

Ho pregato per te, perchè la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli (Lc 22,32)

V Domenica di Quaresima (C)

«Va’ e d’ora in poi non peccare più» (Gv 8,11) Accerchiata, era rimasta silenziosa. Consapevole del male, ma incapace di confessarlo e di superarlo. Liberata dal cerchio degli accusatori, è messa in condizione di riconoscere la propria parte di responsabilità per il male. Non è tutta colpa sua, ammettono i suoi accusatori nel gesto di ritirarsi. Ma questo salvataggio giungerà a compimento solamente se ci … Continua a leggere V Domenica di Quaresima (C) »

IV Domenica di Quaresima (C)

«Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta … » (Lc 15,12) Il figlio più giovane prende la parola. Il padre e il fratello maggiore restano senza parole. Impotente di fronte ad una scelta così sprezzante e fallimentare, il padre riconosce di non poter fare né dire nulla. Indifferente alla perdita del fratello, il maggiore accetta la perdita. Misericordia è prendere atto dell’umana impotenza … Continua a leggere IV Domenica di Quaresima (C) »

III Domenica di Quaresima (C)

«… lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno … » (Lc 13,8) Il vignaiolo prende tempo. Anzi prende la propria responsabilità: non ho lavorato abbastanza per evitare questa situazione di sterilità! Avrei dovuto zappare attorno al fico e non lasciarlo solo. Avrei dovuto concimare le radici, nutrirlo e non lasciarlo a se stesso. Ora voglio farlo. Signore, concedimi una nuova possibilità per lavorare meglio … Continua a leggere III Domenica di Quaresima (C) »

II Domenica di Quaresima (C)

«… dalla nube uscì una voce … » (Lc 9,14) Breve è stato il tempo della visione. Un flash! Molto più lungo è il tempo delle nebbie che rallentano e rendono incerto il cammino dell’umanità. Ora bisogna fidarsi dell’orecchio, che diventa il supplente degli occhi nel proporre percorsi. La fede è fatta di ascolto più che di visione. I tempi maggiormente uggiosi sono quelli che … Continua a leggere II Domenica di Quaresima (C) »

I Domenica di Quaresima (C)

« … guidato dallo Spirito … tentato dal diavolo» (Lc 4,1) Il primo, lo Spirito, indica cammini e percorsi. Richiede perciò cooperazione, immaginazione, pazienza. Il secondo, il diavolo, offre alternative più nette, immediate, ben definite. Mentre non è facile capire dove lo Spirito voglia condurre, è più semplice vedere quel che il diavolo promette. In un attimo può vanificare il lungo percorso di una vita … Continua a leggere I Domenica di Quaresima (C) »

VIII Domenica tempo ordinario (C)

«Togli prima la trave dal tuo occhio … » (Lc 6,42) Un margine di errore è inevitabile in tutto quanto facciamo. Ma molti nostri errori quotidiani sono semplicemente pagliuzze! Più grave è quando facciamo un errore di valutazione! Capita quando il nostro occhio è talmente sicuro di aver visto giusto, da travisare la realtà. Non si tratta di errori accidentali come quando si scambia «Roma» … Continua a leggere VIII Domenica tempo ordinario (C) »

VII Domenica tempo ordinario (C)

Amate i vostri nemici …  (Lc 6,27) Amare i nemici è difficile perché richiede intelligenza e azione. Non significa arrendersi di fronte alle cattiverie, ingiustizie, falsità che ci fanno soffrire, ma cercare la via per sbloccare la situazione. In epoca di forti contrapposizioni nella società, amare i nemici significa non inasprire l’avversario. Disarmarlo invece che offrire pretesti per farlo infierire. Riportarlo alla coscienza della comune … Continua a leggere VII Domenica tempo ordinario (C) »