Vangelo della XXXII settimana del tempo ordinario (C)

«… dia una discendenza al proprio fratello» (Lc 20,21).

 

Dare futuro ai propri fratelli era prescritto da Mosè. Dare futuro alle prossime generazioni è ancora un imperativo contemporaneo. Consegnare a chi verrà una terra vivibile, una civiltà degna, comunità cristiane credibili … La sterilità ha impedito ai sette fratelli di assolvere al loro compito. Le difficoltà contemporanee impediscono a noi di garantire che il futuro sarà buono per chi verrà. L’angoscia della sterilità oggi è diventato un sentimento epocale e trasversale. La domanda dei farisei è anche la nostra: la terra, le conquiste di civiltà, le comunità cristiane avranno discendenza? La risposta di Gesù richiama l’impegno di Dio – non è dei morti, ma dei viventi – e insieme incoraggia ad assumerci l’impegno per il futuro, senza l’angoscia di vederne la piena realizzazione. C’è futuro nel progetto di Dio e, per questo, c’è speranza nell’impegno umano nonostante la reiterata esperienza di impotenza (commento di Giuseppe Pellegrino).