VI Domenica tempo ordinario (A)

«Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nei regno dei cieli» (Mt 5,19).

Alzare la voce con un fratello non è un gesto straordinario. Neppure giungere a dirgli che è uno stupido con cui non vale la pena parlare. Più raro è considerarlo un pazzo, cioè interrompere definitivamente i rapporti. Tuttavia, anche questo può succedere. A piccoli passi si arriva così ad uccidere il fratello, non alzando le mani su di lui, ma smettendo di parlargli: fare come se non esistesse più. Ecco come viene lastricata un po’ per volta la strada della morte. Si parte con un’occhiata cattiva, che nessuna legge può vietare, se non l’eccesso del Vangelo: meglio cavarlo quell’occhio! In partenza nessun essere umano è cattivo. Ma se si allena, pian piano riesce a diventarlo. La pedagogia diabolica suggerisce di iniziare da piccole cattiverie: aiuteranno a prendere forza, per diventare capaci di cattiverie più grandi. E’ un metodo da cui imparare anche per costruire la strada che porta alla vita. Se il tuo avversario ti sta portando in prigione, non opporti con tutta la tua forza in uno scontro frontale, non chiuderti nel disprezzo per la sua malvagità, ma apriti un varco tentando di parlare con lui. Cerca di realizzare il minimo, e una strada si aprirà! (commento di Giuseppe Pellegrino).