Santuario di Sant’Anna di Vinadio

Rifunzionalizzazione dell’edificio denominato “Excelsior”

Il santuario di Sant’Anna di Vinadio è nato con una chiara vocazione all’accoglienza. Infatti attorno all’anno Mille, dopo la cacciata dei saraceni dalle nostre terre, nell’attuale vallone dell’Orgials, venne costruita e dedicata alla Vergine una cappella, denominata “Santa Maria di Brasca”, e accanto ad essa venne edificato un ‘hospitium’ cioè un rifugio per coloro che dalle nostre terre salivano il vallone e, attraverso l’attuale colle di Sant’Anna, scendevano a Isola e poi si dirigevano verso il mare per scambiare i prodotti delle nostre campagne e colline con il sale. In seguito, attorno al 1450, la chiesetta venne dedicata alla nonna di Gesù e questo fu la fortuna del santuario perché sono pochi i santuari dedicati a Sant’Anna. Per alcuni secoli i locali per l’ospitalità di pellegrini e viandanti furono molto modesti e spartani. Il numero dei pellegrini continuò a crescere soprattutto dopo l’edificazione dell’attuale chiesa avvenuta nell’anno 1680.
C’era l’evidente necessità di nuove strutture di accoglienza e si riuscì a rispondere a questa urgenza solo nel 1860 quando vennero costruite le due nuove ali di quello che costituisce ancora oggi il chiostro del santuario, proprio per avere grandi cameroni per ospitare i pellegrini. Certamente era una costruzione molto austera e l’austerità faceva in qualche modo parte dello stile penitenziale dei pellegrinaggi. Già a metà secolo scorso questi dormitori vennero trasformati in stanzette per una o due persone, e tutta questa
zona, che si trova sopra il negozio dei Souvenir e la cappella delle Confessioni, venne chiamata rifugio ‘Excelsior’. E’ stato nuovamente necessario un intervento richiesto dalle normative vigenti per la sicurezza e i lavori di ristrutturazione si faranno in questo periodo, prima dell’inizio della stagione 2020. Le camerette, ciascuna con il proprio bagno, sono destinate “all’accoglienza di chi accoglie”, cioè dei volontari che passano un periodo al santuario per poter ospitare al meglio i pellegrini. Se la presenza di questo personale volontario è sempre necessario per il buon funzionamento della vita del santuario, quest’anno è semplicemente indispensabile a motivo delle tante norme da rispettare a causa dell’emergenza del coronavirus. Con questo intervento viene confermata e rinasce ancora più viva la vocazione all’ospitalità che nei secoli ha caratterizzato il nostro santuario.

don Beppe Panero | Rettore Santuario S.Anna di Vinadio