Solennità della Santissima Trinità (A)

«Chi non crede è già stato condannato … » (Gv 3,18).

Nei sistemi giuridici moderni abitualmente si presume che ogni persona sia innocente. La colpevolezza deve essere dimostrata. Nessuno può essere condannato senza provare la sua colpa. Il Vangelo sembra presupporre il contrario: tutti sono condannati, a meno che qualcuno li salvi. Ma il Vangelo non è un testo giuridico. Non vuole perciò dire che tutti sono colpevoli di ogni situazione di male, per cui non si sbaglia mai quando si accusa l’umanità del male che c’è nel mondo. Il Vangelo è un annuncio di salvezza: colpevoli e innocenti ricevono tutti la medesima grazia, cioè la possibilità di seminare benedizione, di liberare risorse buone, di rigenerare anche ciò che sta degradando. È troppo poco essere dichiarati innocenti di fronte alla legge, se poi non si riceve la forza di generare situazioni nuove. «Chiunque crede in lui non va perduto, ma ha la vita eterna». Ecco la buona notizia! (commento di Giuseppe Pellegrino).