Solennità del Corpus Domini

«… ne bevvero tutti … » (Mc 14,23).

La comunione è più della connessione. Va costruita mediante lo scambio che avviene attraverso corpi umani. Una tavolata di persone che mangiano insieme il pane e bevono il vino ha un potenziale di comunione maggiore di ogni fibra superveloce. Certamente si può restare del tutto estranei anche quando mangiamo nello stesso piatto. Ci si può sentire completamente soli anche mentre si consuma il pasto quotidiano in compagnia. La comunione non è l’insieme delle circostanze che mettono insieme le persone. Non è la connessione ininterrotta con internet 24h al giorno. Non è la dipendenza biologica che ci rende tutti parte di ecosistemi. La comunione è l’impegno umano proposto da Gesù: mangiare insieme il pane e bere insieme il vino. La comunione va costruita nello scambio corporeo, a tu per tu, mediante il contatto fisico. Va costruita nella condivisione del sangue, ossia del sacrificio, della sofferenza, della vulnerabilità che ci espone anche a venir feriti dagli altri. Talvolta addirittura uccisi come il Cristo … Corpo e sangue aprono percorsi di comunione in un mondo in cui tutto è connesso, ma non tutto è in comunione! (commento di Giuseppe Pellegrino).