«FRATTURE» nel terrirorio dei beni culturali: «RISPETTO» e «SINODALITA’»

Per il mese di novembre 2021 Giuseppe Pellegrino, Vicario episcopale alla cultura, propone la parola «FRATTURE». Occorre dunque interrogarsi come si declina questo termine rispetto ai beni culturali presenti nella nostra chiesa locale. Il lavoro che svolgiamo, come ripetuto più volte, è frutto di collaborazioni tra enti, istituzioni, persone e questa rete che si viene a creare è spesso di tipo orizzontale e non a cascata, ovvero «alla pari» nel rispetto del ruolo istituzionale e delle mansioni di ognuno all’interno del processo. È necessario però anteporre la parola «RISPETTO» nella più ampia declinazione del vocabolo: rispetto per gli enti, le istituzioni, le persone. All’interno del processo edilizio che sottende alla realizzazione di un recupero di un  immobile o di un bene mobile o anche alla costruzione di un nuovo edificio, perché ci sia «collaborazione orizzontale» è necessario che ci sia «fiducia» tra enti, istituzioni, persone e sempre sotto i termini di legge. Come dire che se da un lato occorre rispettare tutte le autorizzazioni dovute al processo edilizio con i relativi tempi tecnici, dall’altra occorre rispettare gli attori che tali autorizzazioni rilasciano e che partecipano a più titoli al processo, nell’ottica comune del risultato finale. Ciò si rende necessario per non incorrere in «fratture» che possono portare sia alla nullità del processo edilizio (ed in alcuni casi anche a questioni legislative più serie) ma anche soprattutto alla «perdita di fiducia» tra le persone andando ad inficiare la collaborazione orizzontale propedeutica alla buona riuscita dell’iniziativa e compromettere reti e progetti futuri. Forse è possibile evitare le fratture con un clima di «SINODALITA’» che ponga alla sua base il rispetto. Forse su questo si dovrebbe investire…

Igor Violino
Direttore ufficio beni culturali ecclesiastici ed edilizia per il culto della Curia di Cuneo