Visite pastorali

La visita pastorale venne indicata dal Concilio di Trento (sess. XXIV, de ref., cap. 3) come uno dei compiti e strumenti principali con cui ogni vescovo doveva prendersi cura della propria diocesi, per conoscere in tutto il territorio le situazioni e le esigenze a cui provvedere con la sua guida pastorale.Le visite ebbero presto anche dei documenti attestanti il loro svolgersi e le disposizioni emanate dal vescovo sia per ogni parrocchia che in relazioni periodiche relative a tutta la diocesi o a specifici settori di vita pastorale diocesana.

Il Codice di Diritto Canonico stabilisce che il vescovo visiti ogni anno una parte del territorio diocesano in modo che ogni cinque anni la possa percorre tutta. Ed ogni cinque anni è pure tenuto a fornire al Sommo Pontefice una relazione sullo stato della diocesi. (CJC, can. 396-399)
Purtroppo per motivi collegati con le circostanze storiche o le vicende personali dei vescovi e del loro avvicendamento nella diocesi non è pensabile di avere una cadenza regolare di visite quinquennali ad ogni parrocchia. Cosi per la diocesi di Cuneo, dalla sua istituzione nel 1817 ad oggi le visite son ben meno di una quarantina, quante teoricamente dovrebbero essere nei due secoli trascorsi. Nel corso dell’Ottocento i sei vescovi succedutisi nella cura episcopale effettuarono una dozzina di visite pastorali, non tutte complete, tenendo conto dei soli due anni di episcopato del vescovo Salomoni. La maggior parte di essi visita la diocesi due volte; monsignor Fiore la percorse tutta tre volte! Nell’ultimo secolo gli otto vescovi non mantennero questo ritmo: nella prima metà del secolo fu soprattutto il cambio di tre vescovi in 20 anni e poi il disagio di due periodi bellici a rallentare il ritmo di visita, che ogni vescovo effettuò almeno una volta. I vescovi Rosso e Tonetti riuscirono a percorrere la diocesi due volte ciascuno. Con monsignor Aliprandi, nel clima di rapporti più semplici tra vescovo, clero e comunità, si passò dal ritmo di visita formalmente attuata in pompa magna, a contatti frequenti, segnato dall’incontro quasi annuale con tutte le parrocchie almeno per l’amministrazione della Cresima.
Anche i documenti collegati alla visita pastorale cambiarono di consistenza: della prima visita di monsignor Samone nel 1819-21 vi sono i verbali compilati in modo succinto durante la visita stessa; poi si arrivò alle poderose relazioni redatte dai parroci, nella seconda metà dell’Ottocento, richieste prima della visita stessa, seguiti dai decreti vescovili; infine si ebbero tracce sempre più scarse di questionari compilati dai parroci e dai vicari foranei, delegati a raccogliere le notizie statistiche e relative a singoli settori di pastorale, facenti capo a nuovi uffici diocesani.

 

Poiché il territorio dell’attuale diocesi di Cuneo fu, per i secoli precedenti al 1817, compreso in altre diocesi si è avviata la pubblicazione di una collana di visite pastorali di queste diocesi tra il 1500 ed il 1800, almeno per le parti ora spettanti alla diocesi di Cuneo. Si è formata per questo la collana “Fonti di storia ecclesiastica nel Piemonte Meridionale”:

1. Gerolamo Scarampi – Visita Apostolica nella Diocesi di Mondovì 1582-1583, a cura di A. Rosso e G. Vizio Pinach, Cuneo, 2004, pp. 826, in due tomi.
2. Amedeo Bruno Conte di Samone – Visita pastorale diocesi di Cuneo 1819-1821, a cura di A. Rosso, M. Rosso e G. Vizio Pinach, Cuneo, 2007, pp. 358.
3. Monsignor Michele Beggiamo – Visita pastorale nella diocesi di Mondovì 1658-1661, a cura di A. Rosso e G. Vizio Pinach, Cuneo, 2004, pp. 852, in due tomi.

4. Francesco Agostino Della Chiesa – Visita pastorale diocesi di Saluzzo 1658 – 1661, a cura di Giovanni Gisolo, Agnesina Marchiò e Arturo Rosso, Cuneo, 2012, pp.2032, in tre tomi.

5.Michele Casati – Visita pastorale nella diocesi di Mondovì 1755 – 1759, a cura di A. Rosso e G. Vizio Pinach, Cuneo, 2013, pp. 1386, in due tomi.